Torre dell'Orologio

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I Mori e la campana

I Mori e la campana. I due giganteschi automi in bronzo (tradizionalmente i Mori, visto il colore della patina del metallo) furono fusi da Ambrogio delle Ancore nel 1497; il corpo è snodato all’altezza della vita per permettere il movimento di torsione richiesto dal battito delle ore. Nonostante la collocazione e la funzione, le due statue hanno richiesto una lavorazione con forti accentuazioni delle masse e con un disegno volutamente caricato così da consentire di coglierne le inconfondibili sagome sin dalla lunga distanza. I Mori appaiono di assai accurata modellazione e di pregevole fattura; Ambrogio delle Ancore è quindi da ritenersi solo il fonditore delle statue, mentre sul nome dello scultore si registrano diversità di pareri da parte degli studiosi: da Paolo Savin ad Alessandro Leopardi ad Antonio Rizzo. Anche la campana che è sovrastata da una sfera dorata e una croce, fu realizzata nel 1497, essendone autore un certo Simeone, che si firma nella bella iscrizione sul bronzo. I mori e la campana furono sollevati di circa un metro rispetto alla posizione originaria in occasione del rifacimento della copertura della Torre a metà Ottocento. Dalla terrazza dei Mori, oltre a vedere da vicino le colossali statue, si può ammirare una splendida vista di Venezia e della sua laguna.